Si parla di Gastroscopia o di Colonscopia Diagnostiche, quando per esempio il Paziente viene inviato all'attenzione dell'Endoscopista dal Proprio Medico Curante, in seguito alla comparsa di determinati sintomi che potrebbero essere dovuti ad una patologia del tratto gastroenterico.
I sintomi che possono richiedere un'indagine attraverso una Gastroscopia sono per esempio la pirosi retrosternale, la sensazione di reflusso gastro esofageo, il dolore retrosternale, il dolore epigastrico (cioè alla bocca dello stomaco), la sensazione di bocca amara, la difficoltà a digerire, la sensazione di gonfiore addominale, la difficoltà a deglutire e/o il dolore nella deglutizione (con cibi solidi, con bevande liquide o anche in entrambi i casi), la sensazione di nodo alla gola, le eruttazioni frequenti, la nausea persistente ed il vomito, soprattutto se post prandiale (cioè subito dopo o poco dopo i pasti), la comparsa di feci scure.
I sintomi che invece possono spingere a richiedere una Colonscopia sono, per esempio, il dolore addominale, le alterazioni della regolarità intestinale (per esempio la comparsa di stitichezza importante e persistente in una persona che è sempre stata regolare oppure la diarrea persistente ma anche l’alternarsi di alvo stitico ad alvo diarroico), la comparsa di feci scure o di sangue nelle feci oppure la positività del SOF (Sangue Occulto Fecale).
L'obesità è stata definita dall'Organizzazione Mondiale della Sanità una vera e propria pandemia. Viene definita una malattia cronica che si sta diffondendo a macchia d'olio e che a sua volta può determinare l'insorgenza o l'aggravarsi di numerose altre condizioni patologiche come l'ipertensione arteriosa e le malattie cardiovascolari in generale, la sindrome delle apnee ostruttive del sonno e il Diabete, solo per citare le più note e diffuse.
Ad oggi esiste una branca della medicina totalmente dedicata allo studio ed alla cura dell'obesità. L'Endoscopia Digestiva Chirurgica non poteva naturalmente restare esclusa da questo settore, dove, in virtù della sua ben nota mini invasività, rappresenta una valida alternativa ed al tempo stesso un valido alleato ai trattamenti chirurgici tradizionali.
L'endoscopia infatti trova ampio spazio nel trattamento primario dell'obesità, oltre che nel trattamento delle sue recidive con recupero ponderale, nel trattamento delle complicanze conseguenti alla chirurgia bariatrica come l'insorgenza delle fistole post chirurgiche o delle stenosi post chirurgiche, nel trattamento di situazioni patologiche conseguenti alla chirurgia bariatrica come per esempio la Dumping Syndrome.
Attualmente siamo uno dei Centri Nazionali riconosciuti dalla SIED (Società Italiana di Endoscopia Digestiva) e dalla SICOB (Società Italiana di Chirurgia dell'Obesità) per la formazione nell'ambito della Scuola Nazionale in Endoscopia Bariatrica. Come tali eseguiamo interventi di Posizionamento e Rimozione di Palloncino Intragastrico, Gastroplastica Verticale Endoscopica - ESG, TORE - Transoral Outlet Reductione Endoscopy oltre che interventi di Endoscopia per il trattamento delle complicanze acute e croniche della Chirurgia Bariatrica.
La calcolosi in questione, che può cioè essere curata con un trattamento endoscopico, è la calcolosi del Coledoco altrimenti detto Via Biliare Principale.
Il Coledoco, noto anche con il nome di Via Biliare Principale, è un condotto che permette alla Bile, prodotta dal Fegato, di raggiungere l'intestino, dove parteciperà alla digestione dei cibi.
Questo condotto può venire ostruito da dei calcoli che si possono formare al suo interno. Questa ostruzione determina un accumulo della bile a monte, senza cioè che questa riesca a defluire correttamente verso l'intestino, determinando un accumulo della stessa all'interno del Fegato, con conseguente sofferenza di quest'organo. In questi casi la sintomatologia d'esordio può essere molto variabile e può comprende sintomi e segni come la comparsa di ittero (la pelle e gli occhi assumono una colorazione gialla), dolore addominale alto e prevalentemente nei settori di destra dell'addome ma può anche essere diffuso a tutti i suoi settori, febbre anche elevata e con brividi oltre che malessere generale con nausea e vomito. Nei casi più severi si può arrivare addirittura a sviluppare una Pancreatite Acuta, situazione estremante grave in cui i sintomi sopra riportati si presentano in modo molto aggressivo e che si sviluppa nel momento in cui i calcoli chiudono non solo lo sbocco all'intestino del Coledoco, ma anche lo sbocco all'intestino del Dotto Pancreatico Principale o Dotto di Wirsung. Allo stesso modo i sintomi sopra riportati possono essere indicativi anche di una ostruzione delle vie biliari la cui genesi riconosce altre cause, oltre ai calcoli. Per esempio, nei casi più gravi la causa può essere una neoplasia del Pancreas o delle vie biliari stesse. Anche in questi casi è possibile utilizzare l'intervento endoscopico per cercare di ripristinare lo scarico della Bile nell'intestino.
La diagnosi si basa sul riscontro agli esami del sangue di rialzo della Bilirubinemia, degli Enzimi Epatici e/o degli Enzimi Pancreatici oltre che della conta dei Globuli Bianchi e delle proteine dell'infiammazione, unitamente al riscontro ecografico o radiologico di presenza di calcoli all'interno del Coledoco con dilatazione delle Vie Biliari a monte di esso e di sofferenza del Pancreas in caso di Pancreatite.
Raggiungere queste strutture anatomiche per rimuovere i calcoli ostruenti sarebbe estremamente indaginoso con la chirurgia convenzionale, per cui è stata sviluppata una procedura endoscopica grazie alla quale il raggiungimento della Via Biliare Principale risulta estremamente più agevole, grazie alla mini invasività che è propria dell'Endoscopia Digestiva.
La procedura endoscopica deputata alla rimozione di questi calcoli prende il nome di ERCP, acronimo inglese che significa, tradotto in italiano, Colangio-Pancreato-Grafia Retrograda Endoscopica.
Si utilizza cioè un particolare strumento endoscopico, il Duodenoscopio a visione laterale, per raggiungere lo sbocco del Coledoco nell'intestino, entrare al suo interno con degli strumenti appositi, e ripulirlo come letteralmente farebbe uno "Spazzacamino".
Durante una Gastroscopia o una Colonscopia ci si può imbattere in lesioni neoformate (che cioè non nascono con noi ma si formano all'interno del nostro stomaco e del nostro intestino nel corso della nostra vita), che si rivelano essere delle lesioni cosidette "precancerose", che sono cioè l'anticamera di un tumore maligno, oppure lesioni che sono già andate incontro ad una iniziale trasformazione maligna e che possiamo definire come dei tumori maligni in fase "precoce", limitandosi cioè ad interessare gli strati più superficiali della parete dello stomaco e dell'intestino, senza invadere gli strati più profondi.
In questi casi, vi sono delle moderne tecniche di Endoscopia Digestiva Chirurgica che ne consentono l'asportazione radicale, senza dover ricorrere ad un intervento chirurgico classico.
A seconda della profondità di invasione è infatti possibile asportare radicalmente la malattia con una tecnica nota con l'acronimo inglese di ESD, Endoscopic Submucosal Dissection, tradotto in italiano Dissezione Endoscopica Sottomucosa, oppure con un'altra tecnica nota con il nome di EFTR, un altro acronimo inglese che sta per Endoscopic Full Thickness Resection, tradotto in italiano Resezione Endoscopica a Tutto Spessore.
Lo Stomaco ma soprattutto il Colon ed il Retto possono essere sede di "lesioni" comunemente note con il termine di "polipi". Ce ne sono diverse tipologie, essi possono essere per esempio infiammatori, in tal caso non hanno generalmente una evoluzione maligna, oppure possono essere displastici il che significa che possono evolvere in lesioni più gravi per la nostra salute, fino a diventare dei tumori maligni.
Possono avere aspetti molto variabili oltre che dimensioni molto diverse.
Le lesioni polipoidi dello stomaco sono più rare e generalmente danno difficilmente sintomi della loro presenza anche se, anche un banale polipo infiammatorio può provocare anemizzazione per esempio in pazienti anziani che assumono terapia con farmaci anti coagulanti e/o che hanno assunto dosi massicce di farmaci anti infiammatori, mentre più facilmente le lesioni polipoidi del colon e del retto possono causare sanguinamenti (che generalmente si manifestano con comparsa di feci scure oppure di sangue rosso vivo frammisto alle feci) con anche gravi anemie.
La diagnosi si effettua in corso di una gastroscopia o di una colonscopia.
Il compito dell'Endoscopista è identificarli, riconoscerne la natura ad una prima analisi macroscopica e, se necessario, asportarli completamente, senza cioè lasciare in sede dei residui.
Se l'asportazione endoscopica dei "polipi" o delle altre lesioni dello stomaco e dell'intestino non è radicale (se vengono lasciati in sede dei residui, anche microscopici, cioè non visibili ad occhio nudo), questi possono recidivare cioè ripresentarsi. E' tuttavia possibile attuare un trattamento endoscopico radicale con le tecniche ESD ed EFTR (si veda la sessione Lesioni Preneoplastiche e Tumori Precoci di Stomaco e Intestino).
Chiamata anche “sindrome da svuotamento rapido” essa è la conseguenza di alcuni interventi chirurgici che interessano lo stomaco e l’esofago, in particolar modo: la gastrectomia, in cui viene asportato completamente lo stomaco, ed il by pass gastrico, eseguito nei soggetti obesi per perdere peso. Il cibo, dunque, arriva direttamente nell’intestino, per cui le importanti funzioni di assorbimento delle sostanze e di digestione normalmente svolte dallo stomaco, semplicemente non avvengono.
La sintomatologia si presenta generalmente dopo l’assunzione di alimenti contenenti zuccheri, come saccarosio e fruttosio.
La dumping syndrome può essere precoce, in tal caso si manifesta in un tempo compreso tra i 30 e i 60 minuti dopo l’ingestione di cibo a causa di una rapida inondazione del tratto di intestino chiamato digiuno con conseguente distensione dell'ansa, sviluppo di fenomeni neuroriflessi e ipovolemia per afflusso di liquidi nel digiuno, con conseguente ipotensione.
I sintomi della dumping syndrome precoce sono : nausea, diarrea, vomito, forti dolori addominali dati dalla distensione dell’intestino tenue, palpitazioni, confusione mentale. La dumping syndrome tardiva, invece, si manifesta in un arco di tempo compreso tra 1 e 3 ore dall’ingestione di cibo, con i sintomi tipici dell’ipoglicemia: iperidrosi (sudorazione eccessiva), debolezza generale, tachicardia, in alcuni casi perdita di coscienza.
Il rapido passaggio del cibo nello stomaco, dunque, riduce la glicemia, conseguenza diretta dell’aumento dell’insulina, non permettendo l’assimilazione degli zuccheri.
Il trattamento della sindrome da svuotamento rapido è la revisione della dieta nei casi lievi; nei casi più gravi, alla diminuzione di zuccheri può essere associata una terapia farmacologica per il controllo dei sintomi. Solo i casi estremamente gravi possono essere trattati con la chirurgia, salvo in cui le probabilità di successo siano basse.
Esiste un trattamento Endoscopico, riservato in casi selezionati nei pazienti che hanno sviluppato Dumping Syndrome dopo By Pass e Miny By Pass Gastrico per Obesità, che consiste nella TORE, acronimo inglese di Transoral Outlet Reduction Endoscopy nell'ambito della quale si utilizza uno strumento endoscopico apposito che consente di ridurre il calibro dell'anastomosi gastro intestinale (confezionata nel corso del precedente intervento) per rallentare la velocità di svuotamento dello stomaco residuo.
Si tratta di un trattamento endoscopico riservato solo a casi estremamente selezionati, in Pazienti cioè che presentino delle infezioni tendenzialmente croniche e di difficile risoluzione del tratto gastrointestinale, spesso con formazione di ascessi.
In questi casi si raggiunge il sito sede dell'ascesso o dell'infezione, si procede a pulizia dello stesso e si posiziona, sempre con metodica endoscopica, una sorta di "spugna" che rimarrà in sede solo pochi giorni, collegata all'esterno con una specie di pompa in aspirazione continua. Questo meccanismo consente letteralmente di ripulire la zona risucchiando dal materiale di scarto e consentendo al tempo stesso la rigenerazione delle cellule nuove, così da raggiungere la completa guarigione del sito in oggetto.
Va tuttavia precisato che si tratta di trattamenti lunghi, che richiedono cioè numerose sedute, e che possono, nei casi più gravi, non risolvere il problema. In questi casi i Pazienti devono incorrere in un trattamento chirurgico classico.